Parrocchia S. Gerolamo Emiliani di Milano - Blog

Il Blog "Insieme per..." vuole proporre spunti di riflessione e di condivisione per costruire insieme e fare crescere la comunità della parrocchia di San Gerolamo Emiliani di Milano, contribuendo alla diffusione del messaggio evangelico.

martedì 12 gennaio 2010

210 - CONDUCIMI

Signore, fa di me ciò che vuoi!

Non cerco di sapere in anticipo

i tuoi disegni su di me.

Voglio ciò che Tu vuoi per me.

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Non dico:

"Dovunque andrai, io ti seguirò!",

perché sono debole,

ma mi dono a Te

perché sia Tu a condurmi.

Voglio seguirti nell'oscurità,

non Ti chiedo che la forza necessaria.

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O Signore, fa' ch'io porti

ogni cosa davanti a Te,

e cerchi ciò che a Te piace

in ogni mia decisione

e la benedizione su tutte le mie azioni.

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Come una meridiana

non indica l'ora se non con il sole,

così io voglio essere orientato da Te,

Tu vuoi guidarmi e servirti di me.

Così sia, Signore Gesù!

(J. Henry Newman)

209 - CHE COS'È IL CÀNONE DELLE SCRITTURE?

Il cànone delle Scritture è l'elenco completo degli scritti sacri, che la Tradizione Apostolica ha fatto discernere alla Chiesa. Tale cànone comprende 46 scritti dell' Antico Testamento e 27 del Nuovo. (Compendio del catechismo della chiesa cattolica, n. 20)

The Canon of Scripture is the complete list of the sacred writings which the Church has come to recognize through Apostolic Tradition. The Canon consists of 46 books of the Old Testament and 27 of the New.

(Compendium of the Catechism of the Catholic Church, n.20)

El canon de las Escrituras es el elenco completo de todos los escritos que la Tradición Apostólica ha hecho discernir a la Iglesia como sagrados. Tal canon comprende cuarenta y seis escritos del Antiguo Testamento y veintisiete del Nuevo.

(Compendio del Catecismo de la Iglesia Católica, n.20)

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208 - COME LEGGERE LA SACRA SCRITTURA?

La Sacra Scrittura deve essere letta e interpretata con l'aiuto dello Spirito Santo e sotto la guida del Magistero della Chiesa, secondo tre criteri: 1) attenzione al contenuto e all'unità di tutta la Scrittura; 2) lettura della Scrittura nella Tradizione viva della Chiesa; 3) rispetto dell'analogia della fede, cioè della coesione delle verità della fede tra di loro.

(Compendio del catechismo della chiesa cattolica, n. 19)

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Sacred Scripture must be read and interpreted with the help of the Holy Spirit and under the guidance of the Magisterium of the Church according to three criteria: 1) it must be read with attention to the content and unity of the whole of Scripture; 2) it must be read within the living Tradition of the Church; 3) it must be read with attention to the analogy of faith, that is, the inner harmony which exists among the truths of the faith themselves.

(Compendium of the Catechism of the Catholic Church, n.19)

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La Sagrada Escritura debe ser leída e interpretada con la ayuda del Espíritu Santo y bajo la guía del Magisterio de la Iglesia, según tres criterios: 1) atención al contenido y a la unidad de toda la Escritura; 2) lectura de la Escritura en la Tradición viva de la Iglesia; 3) respeto de la analogía de la fe, es decir, de la cohesión entre las verdades de la fe.

(Compendio del Catecismo de la Iglesia Católica, n.19)

venerdì 8 gennaio 2010

207 - IL BATTESIMO NELLA NOSTRA VITA

L’affidamento al disegno d’amore del Padre, l’appartenenza alla Chiesa, la speranza per il mondo: questo è il Battesimo.

Esso segna per ciascuno di noi l’abbraccio del Padre, è segno efficace delle relazioni vitali che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo allacciano con noi, ci dona un cuore nuovo, ci rende capaci di obbedienza filiale – come Gesù – al disegno di amore di Dio.

Il battesimo segna per noi l’ingresso nella grande famiglia della chiesa, ci abilita a celebrare l’Eucarestia, ad ascoltare e testimoniare la Parola di Gesù, a vivere la carità fraterna, a mettere i nostri doni a servizio di tutti.

Il battesimo ci fa diventare segni di speranza per tutta l’umanità, perché crea in noi una umanità nuova, libera dal peccato, pronta ad entrare nei vari ambiti della convivenza umana non con l’egoismo aggressivo di chi riconduce tutto e tutti a se stesso, ma con la ferma disponibilità di chi, lasciandosi attrarre da Cristo, è disposto ad aiutare, a collaborare, a servire, ad amare.

La meditazione sul nostro battesimo è sempre profondamente consolante. È una meditazione che rasserena il nostro sguardo sul mondo. Anche se i problemi che abbiamo davanti sono enormi, il battesimo, fino a che continua a rivivere in noi e a generare sempre nuovi figli alla Chiesa, ci riempie di fiducia, perché, nei battezzati, Cristo continua a vincere con l’amore il male che c’è nel mondo.

(Carlo Maria Martini, Omelia alla Messa per l’Immacolata Concezione, 1982)

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giovedì 7 gennaio 2010

206 - 10 GENNAIO - BATTESIMO DEL SIGNORE

“Il cielo si aprì e discese sopra di lui lo spirito santo”: il Battesimo di Gesù nel fiume Giordano è al centro della liturgia di questa prima domenica dopo l’Epifania, che chiude il Tempo di Natale.

“Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo”: la nuova manifestazione del Signore è invito a camminare senza esitazioni lungo la strada dell’obbedienza, che egli ha voluto indicare con il dono totale di se stesso. Illuminati da questo mistero di grazia, chiediamo di vivere senza smarrimenti, per diventare fedeli discepoli del Signore Gesù ed essere chiamati figli di Dio.

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Prima lettura: Isaia 55,4-7

Isaia ci invita a cercare il Signore e suggerisce come farlo: attraverso un cammino di conversione reso possibile dal confidare nella sua misericordia e nel suo perdono. Dio si fa vicino ai peccatori in Gesù, testimone della sua salvezza per tutti.

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Epistola: Efesini 2,13-22

Gli uomini vivono molte forme di divisione: le più profonde nascono dal peccato, che erige mura di separazione e di inimicizia. Gesù annuncia la pace e vince ogni inimicizia, offrendoci il dono della riconciliazione. La comunione con Dio ci rende un solo corpo.

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Vangelo: Luca 3.15-16.21-22

Colui che battezza in Spirito Santo e fuoco riceve il battesimo d’acqua di Giovanni, con tutto il popolo. Mostra così di vivere il suo esser il Figlio unigenito volendoci tutti suoi fratelli. Condivide la nostra condizione per renderci partecipi della sua.

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martedì 5 gennaio 2010

205 - ADORAZIONE DEI MAGI NELL'ARTE

Domenico Veneziano (1405 circa - 1461 circa) Adorazione dei Magi,
Staatliche Museen di Berlino

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Pieter Paul Rubens Adorazione dei magi, 1634,

Cambridge, King's College Chapel

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Silvio Consadori (1964) – Roma, Palazzo Apostolico,

Vetrata della cappella del papa nell’appartamento privato

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lunedì 4 gennaio 2010

204 - SOLENNITA' DELL'EPIFANIA

La tradizione liturgica della nostra Chiesa Ambrosiana ha colto da subito la grandezza del mistero dell’apparizione nel mondo del Figlio di Dio quale "epifania" o manifestazione anzitutto del suo "mistero" e che, in Lui, Dio attua, finalmente, il suo mirabile disegno di universale salvezza. L’importanza di tale solennità, identica a quella del 25 dicembre, è segnalata dalla ricchezza della proposta celebrativa fornita nel Messale e nel Lezionario.

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La Messa della vigilia

È opportunamente inserita, come avviene nella vigilia di Natale, in una più ampia Liturgia vigiliare vespertina che prevede quattro Letture vetero-testamentarie considerate come annunzio profetico dell’apparizione nel mondo del Verbo di Dio.

Le letture sono prese rispettivamente da: Numeri 24,15-25a riguardante la profezia di Balaam, indovino pagano, sulla "stella che spunta da Giacobbe"; Isaia 49,8-13 annunzia l’accorrere delle "genti" attorno a Dio che consola e ha misericordia; 2Re 2,1-12b racconta di Elia rapito in cielo su un "carro di fuoco", preludio alla venuta del Messia; 2Re 6,1-7 è l’annunzio profetico del "battesimo nella sua morte", nella quale Gesù avrebbe immerso le "genti".

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Messa del giorno

Il Lezionario offre come Lettura: Isaia 60,1-6, che riporta la visione dell’accorrere di tutte le genti verso Gerusalemme; Salmo 71; Epistola: Tito 2,11-3,2 che vede nella venuta nel mondo di Gesù l’apparizione della "grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini"; Vangelo: Matteo 2,1-12 vale a dire il racconto dei Magi che la tradizione della Chiesa considera la primizia delle genti che, riconoscendo con fede il Signore Gesù, entrano a far parte del popolo dei redenti.

IsLa preghiera liturgica sviluppa, nelle orazioni e nei canti, il contenuto del brano evangelico mentre il Prefazio canta gli eventi "epifanici" celebrati in questo giorno.

"Oggi hai svelato, Padre, alle genti convocate dalla luce di una stella il tuo Figlio unigenito; ora che già ti abbiamo conosciuto nella fede, guidaci tu benignamente alla contemplazione aperta della tua sovrana bellezza" (Orazione a Conclusione della Liturgia della Parola).

"Cominciando dalla sua nascita prodigiosa il tuo Verbo rivela al mondo la tua potenza divina con segni molteplici: la stella guida dei Magi, l’acqua mutata nel vino e al battesimo del Giordano la proclamazione del Figlio di Dio. Da queste chiare manifestazioni salvifiche fulgidamente è apparsa ai nostri occhi la tua volontà di donarti nel tuo Figlio amatissimo. Egli è la via che conduce alla gioia perenne, la verità che ci immerge nella luce divina, la fonte inesauribile della vita vera" (Prefazio).

(A. Fusi)

203 - GLI INFATICABILI CERCATORI DI DIO

Ravenna - Mosaico della Basilica di Sant'Apollinare Nuovo

Oggi è la festa degli infaticabili cercatori di Dio, degli inarrestabili pellegrini dell’assoluto, incamminati verso cieli nuovi e terra nuova. A qualunque popolo, razza, religione e cultura appartengano, tutti lo possono trovare per ché Egli, che è la meta, si è fatto anche strada.

I Magi sono il simbolo di tutti coloro che affrontano un lungo percorso ad ostacoli senza cedere ai tentativi di depistaggio.

E il loro viaggio non termina, come ci aspetteremmo, con il raggiungimento del traguardo sognato. «Videro il Bambino con Maria sua Madre» e poi, si potrebbe concludere, vissero felici e contenti. No. Dopo aver offerto i loro doni, «per un’altra strada fecero ritorno al loro paese». Da allora sarà sempre così per chi lo ha trovato e poi vuole rimanere con Lui: bisogna saper cambiare strada, per non perderlo, anzi, per non perdersi....

Festa anche dei lontani, degli stranieri, degli esclusi. L’apparire della luce di Dio tra le nostre tenebre capovolge i sistemi dei pesi e delle misure da noi stabiliti. Trasforma i meccanismi di esclusione e inclusione da noi codificati.

Se i Magi riescono a incontrare e adorare Gesù, è perché Dio, per rivelarsi, non fa preferenze di persone. Egli va incontro e svela il suo volto a quanti si spingono sulle piste del futuro e aprono i varchi dell’esodo.

Festa di chi sa leggere i segni. Una stella, guidava i magi nel loro faticoso cammino. Quanti segni anche per noi, nella natura, negli eventi del tempo, nel cuore dell’uomo, possono diventare frecce direzionali, raggi luminosi che discretamente, nel cuore della notte, orientano i nostri timidi passi verso un paese, sempre incompiuto, dove c’è spazio per ogni uomo: quell’uomo che è lo spazio stesso di Dio.

Davanti a Gesù i Magi non dicono nulla. Di fronte a Lui solo silenzio, ginocchia che si piegano, vita che diventa dono: mirra, oro, incenso. E’ Gesù crocifisso, risorto, glorificato. Compendio dei misteri dolorosi, gaudiosi, luminosi e gloriosi della vita umana.

(Tratto da una omelia di don Tonino Bello)

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sabato 2 gennaio 2010

202 - DOMENICA DOPO L'OTTAVA DI NATALE

Il brano evangelico fa seguito al Battesimo di Gesù al Giordano (Luca 3,21-22) e, immediatamente, al drammatico racconto delle “tentazioni” nel deserto (Luca 4,1-13). I vv. 16-22 localizzano esattamente in Nazaret tali inizi e concentrano la missione e il contenuto della predicazione di Gesù riportando una citazione del profeta Isaia (61,1-2a) che Egli stesso commenta come avverata nella sua persona, suscitando una prima reazione favorevole e piena di stupore.

Qui viene riportato l’esordio del ministero messianico del Signore a cui è stato pubblicamente “consacrato” dallo Spirito (Luca 3,22) che, da quel momento, lo accompagna e lo assiste con la sua “potenza” (Vangelo: Luca 4,14).Nel mistero del Natale, perciò, celebriamo l’apparizione nel mondo e nella storia della Sapienza di Dio fatta “carne”, vale a dire della sua Parola vivente che, sotto la guida e la continua assistenza dello Spirito Santo, è inviata e consacrata all’annunzio efficace del Vangelo «ai poveri, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore» (Luca 4,18-19).

Il Natale è festa di gioia, di luce e di speranza perché ci porta, ogni anno, a riconoscere che nel Bambino di Betlemme, e solo in lui, è venuto nel mondo l’annuncio che è destinato a modificare non solo la situazione di male, di dolore, di schiavitù, di oppressione, ma anche a trasformare i cuori di chi lo ascolta e lo accoglie con fede.

Lettura: Siracide 24,1-12; Salmo 147; Epistola: Romani 8,3b-9a; Vangelo: Luca 4,14-22.

(A.Fusi)

201 - COME LEGGERE LA SACRA SCRITTURA?

La Sacra Scrittura deve essere letta e interpretata con l'aiuto dello Spirito Santo e sotto la guida del Magistero della Chiesa, secondo tre criteri: 1) attenzione al contenuto e all'unità di tutta la Scrittura; 2) lettura della Scrittura nella Tradizione viva della Chiesa; 3) rispetto dell'analogia della fede, cioè della coesione delle verità della fede tra di loro.
(Compendio del catechismo della chiesa cattolica, n. 19)
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Sacred Scripture must be read and interpreted with the help of the Holy Spirit and under the guidance of the Magisterium of the Church according to three criteria: 1) it must be read with attention to the content and unity of the whole of Scripture; 2) it must be read within the living Tradition of the Church; 3) it must be read with attention to the analogy of faith, that is, the inner harmony which exists among the truths of the faith themselves.
(Compendium of the Catechism of the Catholic Church, n.19)
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La Sagrada Escritura debe ser leída e interpretada con la ayuda del Espíritu Santo y bajo la guía del Magisterio de la Iglesia, según tres criterios: 1) atención al contenido y a la unidad de toda la Escritura; 2) lectura de la Escritura en la Tradición viva de la Iglesia; 3) respeto de la analogía de la fe, es decir, de la cohesión entre las verdades de la fe.
(Compendio del Catecismo de la Iglesia Católica, n.19)