Parrocchia S. Gerolamo Emiliani di Milano - Blog

Il Blog "Insieme per..." vuole proporre spunti di riflessione e di condivisione per costruire insieme e fare crescere la comunità della parrocchia di San Gerolamo Emiliani di Milano, contribuendo alla diffusione del messaggio evangelico.

giovedì 29 settembre 2016

1209 - APOSTOLATO DELLA PREGHIERA - OTTOBRE 2016

Universale
Perché i giornalisti, nello svolgimento della loro professione, siano sempre animati dal rispetto per la verità e da un forte senso etico.

Per l’evangelizzazione
Perché la Giornata Missionaria Mondiale rinnovi in tutte le comunità cristiane la gioia e la responsabilità di annunciare il Vangelo.

E dei Vescovi
Perché il Signore liberi le nostre comunità dalla malattia della rivalità e della vanagloria, dalle mormorazioni e dai pettegolezzi.

1208 - IL DIO VIVENTE

Se c'è la fede, tutto nasce da lì: ecco, Dio non è più un Dio di carta, è il Dio vivente! Lo conosci, ma lo conosci in quanto è una Persona, non lo conosci perché sai il catechismo, non lo conosci perché conosci la teologia, lo conosci perché l'hai veduto, perché Egli è entrato nella tua vita, perché Egli si è manifestato a te, e perché la manifestazione di Dio alla tua anima ha voluto dire per la tua anima un desiderio incoercibile di essere unita a Lui e, nello stesso tempo, una grande paura per il senso della tua debolezza, per il senso della tua impotenza, della tua povertà spirituale. Conoscenza di fede che è molto maggiore, molto più importante di una conoscenza teologica.
Quello che conta nella vita religiosa, dunque, è la fede perché la fede è l'organo che ci mette in comunione con Dio.
Vorrei sapere: è lo stesso guardare una fotografia della montagna o scalare la montagna?
Vi sembra la stessa cosa? Vediamo, vi sembra davvero la stessa cosa?
Non credo davvero! Ebbene, quelli che vivono, che parlano anche di Dio possono essere come quelli che guardano una fotografia. Altro è guardare la fotografia, altro è scalare la montagna, altro è vivere un contatto vero con Dio.
Guardate bene che la fede vi deve mantenere in un contatto reale con una persona vivente. Dio è, Dio esiste, Dio è qui!
Dio, con tutta la sua esigenza di amore, con tutta la pienezza della Sua santità: Egli è qui, e l'anima ha un trasalimento grande. Non riesce a vivere insieme a questo Dio così grande, ne ha quasi paura, eppure dicevo prima, questa paura di Dio si unisce nell'anima a una impossibilità di fuggire perché si sente, nello stesso tempo, attirata da Lui e tu senti che la tua vita è soltanto nella risposta a questa attrazione
che provi e che il Signore esercita su di te.
(don Divo Barsotti)

sabato 24 settembre 2016

1207 - LA CHIESA NELLA CITTA'

«La Chiesa nella città» è il programma settimanale di attualità religiosa prodotto dalla Diocesi di Milano e condotto da Annamaria Braccini.
Va in onda su Telenova (canale 14 del digitale terrestre) ogni giovedì alle ore18,30 e in replica il sabato alle 7,45.
Altre repliche: - su «Chiesa tv» (canale 195) il giovedì alle ore 21,10, venerdì alle 11,30 il sabato alle 10,45 -18,45 e 20,30 e la domenica alle 6, alle 13-17,15 e 21 - su TelePadrePio (canale 145) lunedì alle 21,40 - su Telepace (canale 187) sabato alle 10,45 e alle 22,20

«La Chiesa nella città oggi » è il quotidiano di informazione televisiva sulla vita della Chiesa ambrosiana che va in onda sul canale 195 il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì alle ore 20,20

Tutte le trasmissioni sono (ri)vedibili su
www.chiesadimilano.it

Altre trasmissioni su «Chiesa tv» (canale 195):
- lunedì, martedì, e giovedì ore 8 Santa Messa dal Duomo
- mercoledì ore 21 Udienza generale di Papa Francesco
- domenica ore 20,30 "Fattore Giovani" a cura dell’ Istituto Toniolo

1206 - DAVANTI A GESU' EUCARESTIA

Anima mia, come puoi amare Gesù, se non hai più amore da dare? Hai venduto il tuo amore per niente, mentre non ne hai per il Tutto. Ricorda, anima mia, dove hai lasciato l'amore, perché Gesù aspetta un po' di consolazione da te. Vuole essere amato da te, vederti trasformata in Lui.
Quante volte Gesù ti ha dato consolazioni e tu non comprendevi cosa fossero! Quante volte ti ha ispirata di pensare a Colui che pensa sempre a te, ma tu non hai ceduto, non hai abbandonato ciò che ti tiene lontana da Lui.
Anima mia, sei qui un'estranea davanti al tuo Creatore, che ti vede ed ascolta sempre.
O Dio mio, che tutto sai e tutto vedi, come posso non pensare a Te che non distogli mai gli occhi da me?
O dimenticato Signore del mondo, io credo in Te, so che aspetti me, mentre io non penso a Te.
Tu, Dio paziente, dal Tabernacolo mi guardi e vedi la mia miseria; mi ascolti ed io penso ad altro; mi ami ma nel mio cuore non c'è posto per Te, perché è pieno di cose inutili.
(Tratto da “www.preghiereagesuemaria.it”)

1205 - LA SEQUELA

Solamente se in un uomo riconosciamo Dio e la volontà divina, possiamo seguirlo, possiamo lasciarci guidare dalle sue indicazioni.
Se qualcuno ci promette troppo e mette in mostra il proprio Ego con parole troppo altisonanti, è meglio non seguirlo.
Anselm Grün

martedì 30 agosto 2016

1204 - PREGHIERA PER LA CREAZIONE


domenica 28 agosto 2016

1203 - 31 AGOSTO: 4° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL CARD.MARTINI

Mercoledì 31 agosto, in occasione del quarto anniversario della morte di Carlo Maria Martini, l’Arcivescovo di Milano Cardinale Angelo Scola presiederà una celebrazione eucaristica in Duomo alle ore 17.30, alla presenza dei familiari, dei sacerdoti e dei fedeli ambrosiani.
Dopo la celebrazione, alle ore 19.30 presso l'Auditorium San Fedele (Via Hoepli 3/b) verrà proiettato in anteprima il documentario Carlo Maria Martini, profeta del Novecento, prodotto dalla RAI in collaborazione con la stessa Fondazione Martini.
Il documentario, a cura di Antonia Pillosio e Giuseppe Sangiorgi, andrà poi in onda su Rai Storia il 6 settembre alle 21.30 nell'ambito della serie “Italiani”. Attraverso la voce di numerosi testimoni - tra cui Ferruccio De Bortoli, Bartolomeo Sorge, Giovanni Giudici, Carlo Casalone e Maria Cristina Bartolomei - , e grazie ai materiali di Teche Rai, il video ricostruisce la vita, il messaggio e l'eredità spirituale di Martini, dagli anni degli studi biblici e del Concilio Vaticano II ai suoi 22 anni come arcivescovo di Milano fino a Gerusalemme, dove si ritirò alla fine del ministero pastorale per dedicarsi allo studio della Bibbia.
In occasione della proiezione sarà anche reso disponibile il secondo volume dell'Opera Omnia di Martini, I Vangeli, che raccoglie le meditazioni del Cardinale sui quattro Vangeli tenute in occasione degli Esercizi Spirituali. Il volume, edito da Bompiani, sarà in libreria dal 1° settembre.
Per i giornalisti è prevista una proiezione ad hoc del documentario Carlo Maria Martini, profeta del Novecento, il 30 agosto alle ore 11, sempre all'Auditorium San Fedele di Milano, con la presenza del vice-presidente della Fondazione Martini, Giacomo Costa SJ, e gli autori del programma.
Per informazioni contattare Stefano Femminis (stefano.femminis@sanfedele.net, 0286352406, 3479784614).

domenica 21 agosto 2016

1202 - BEATA SEI TU MARIA

Beata sei tu, Maria,
perché Dio ti ha rivolto il suo sguardo d’amore:
egli ha guardato a te, l’umile sua serva,
per chiederti di diventare la madre del suo Figlio.
Così si potevano realizzare le promesse antiche fatte ad Abramo.
Così Dio si mostrava fedele all’alleanza,
così egli veniva incontro alle attese dei poveri,
alle invocazioni degli affamati,
alle suppliche dei miseri.

Beata sei tu, Maria, perché hai creduto.
Ti sei messa totalmente nelle mani di Dio,
gli hai affidato la tua esistenza,
il tuo corpo e la tua anima
perché egli preparasse una degna dimora al suo Verbo.

Beata sei tu, Maria,
perché hai accompagnato il tuo Figlio
lungo tutta la sua vita,
da quel giorno in cui venne alla luce
in un alloggio di fortuna
e fu deposto in una mangiatoia,
fino ai piedi della croce, nell’ora più straziante,
l’ora della prova, del dolore.

Beata sei tu, Maria, 
perché sei stata trasfigurata,
corpo e anima, dalla sua risurrezione
e la morte, già vinta dal suo amore,
non ha potuto trattenerti nelle sue mani.

Maria, Vergine della notte,
illumina la notte della sofferenza,
del dolore e della solitudine.
Nel buio del nostro calvario
rimani accanto alle nostre croci.
Nella dolcezza e nella forza
della tua maternità,
illumina l'ora delle tenebre.

In pace mi corico e mi addormento
perché tu, sicuro, mi fai riposare.
Passa la notte in trepida veglia
accanto a noi, tuoi figli;
donaci di attendere sereni, in pace,
l'aurora del giorno senza tramonto.
Amen.

(dall’archivio di Qumran)

mercoledì 17 agosto 2016

1201 - SANTA ELENA

È impossibile parlare dei primi secoli del Cristianesimo senza ricordare con particolare affetto il nome di S. Elena, della quale si rinvengono notizie contrastanti presso gli storici. Nata in Roma da genitori pagani verso il 250, dimostrò subito eccellentissime doti di ingegno e di bontà d'animo. Divenuta grandicella, per la sua delicatezza e per la sua modestia, piacque al giovane ufficiale Costanzo Cloro, che la volle in sposa, e la condusse con sè in Dardania, dove egli era nato e possedeva delle terre. Altri studiosi vogliono sia nata a Drepanum in Bitinia nel golfo di Nicomedia (attuale Turchia); città rinominata in seguito Helenopolis ("città di Elena") in suo onore, dal futuro figlio Costantino, il che ha causato anche l’incerta e successiva interpretazione dell’ indicazione di Drepanum come luogo di nascita di Elena stessa.

Nella città di Naisso, nacque da Elena nell'anno 272, Costantino, il grande imperatore che avrebbe data la libertà al Cristianesimo. Quando Cloro venne dal Senato creato Cesare assieme a Galerio per ordine degli imperatori Diocleziano 'e Massimiano, dovette legalmente ripudiare la sua sposa Elena nel 293 per volere di Diocleziano e sposare Teodora, la figliastra dell'imperatore Massimiano, allo scopo di cementare con un matrimonio dinastico l'elevazione di Costanzo a Cesare di Massimiano all'interno della Tetrarchia. Di fatto Elena fu lasciata libera di vivere tranquillamente col figlio Costantino nella quiete della loro villa nell'Illiria.

Quantunque ammirabili e singolari fossero le virtù di Elena durante il governo dell'imperatore suo marito, tuttavia non erano che virtù umane, non essendo ancor cristiana. La grazia però del battesimo non era più lontana. Infatti Costantino suo figlio, proclamato imperatore nel 306, dopo la morte di Costanzo, la chiamò subito presso di sé, conferendole il titolo prestigioso di Augusta, e… facendole conoscere il vero Dio. È impossibile dire con quanto fervore Elena si mise a far opere di pietà, quantunque fosse in età di circa sessant'anni; cercò in ogni modo di ricuperare il tempo perduto, edificando coi suoi esempi la chiesa di Dio, che suo figlio cercava di dilatare colla sua autorità.

Avendo Elena largamente a sua disposizione i tesori dell'impero, se ne servì per fare abbondanti elemosine, e per arricchire di vasi e arredi sacri le chiese della cristianità. Dopo il Concilio di Nicea, l'imperatore Costantino si diede con grandissimo slancio a far costruire templi e basiliche al vero Dio, specialmente in Terra Santa. La piissima Elena si assunse l'incarico di curare le costruzioni di Palestina a nome del figlio, recandosi essa stessa sul luogo. Partì per Gerusalemme l'anno 326: e quel viaggio non fu che una continua effusione di elemosine ch'essa andava spargendo a larghe mani ovunque passava e a chiunque ricorreva a lei. Giunta a Gerusalemme, fece tosto gettare a terra il tempio di Venere che era stato edificato sul Calvario dai pagani, che avevano così voluto profanare il luogo della morte e della risurrezione di Gesù. Ivi essa scoprì e ritrovò il S. Sepolcro ed il legno della S. Croce. In processione, col Vescovo di Gerusalemme, la Croce su cui Gesù era morto fu portata nella cattedrale della città.

Dopo questo, Elena si trattenne ancor un po' a Gerusalemme per vedere iniziata la sontuosa basilica fatta da lei erigere sul S. Sepolcro; indi, ordinate le costruzioni di altre chiese sul luogo della nascita e della Crocifissione di Gesù, si preparò per il ritorno. Prima di partire da Gerusalemme volle servire a tavola ella stessa le Vergini che erano ricoverate nel monastero da lei fatto costruire. Ritornata a Roma, il Signore la chiamò a godere il premio delle sue fatiche e delle sue elette virtù. Spirò tra le braccia del figlio Costantino l'anno 328.
Gli storici non sono sempre concordi nel riferire la vita di Elena e i particolari della sua conversione alla religione ortodossa. Alcuni ne additano la causa ai motivi politici che avrebbero indotto lo stesso Costantino a spingerla a ciò, per riconquistare il favore da lui perso presso i popoli orientali dell’Impero.

PRATICA. Facciamo elemosine per soccorrere poveri e promuovere il culto di Dio.

PREGHIERA. Concedi, o Signore, che ad imitazione della tua serva Elena disprezziamo i beni della terra, e ci dedichiamo tutti al tuo santo servizio e a procurare la tua gloria.
 

venerdì 12 agosto 2016

1200 - IL MAGNIFICAT

Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,39-56 
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Parola del Signore.
 
 
Il Magnificat di Maria è certamente il suo testamento spirituale, perché in esso ella raccoglie la migliore tradizione biblica di cui si nutre fino a identificarsi con Abramo e con tutte le sue generazioni future «per sempre» (v. 55). Il suo inno sgorga da un duplice incontro: due madri, Maria ed Elisabetta, e due figli, Gesù e Giovanni, di cui uno alla presenza dell’altro, non ancora conosciuto, «danza» di gioia nel ventre materno, come Davide davanti all’Arca del Signore (2 Sam 6,14). Maria si fa voce degli anawìm/i poveri di Yhwh di cui, per natura, diventa la madre, essendo la figlia primo-genita dell’unico e vero «povero in spirito» (Mt 5,2) da cui erediterà lo spirito di povertà come dimensione essenziale della ecclesialità ai piedi della croce nuda, vestita solo del dono del Figlio (cf Gv 19,25-27).