Parrocchia S. Gerolamo Emiliani di Milano - Blog

Il Blog "Insieme per..." vuole proporre spunti di riflessione e di condivisione per costruire insieme e fare crescere la comunità della parrocchia di San Gerolamo Emiliani di Milano, contribuendo alla diffusione del messaggio evangelico.
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domenica 28 giugno 2009

40 - SANTI PIETRO E PAOLO

Gesù dà le chiavi a Pietro
Affresco del Perugino, Cappella Sistina

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Su quale base si fonda il primato di Pietro, e quindi del Papa?

Si fonda sulla volontà di Cristo stesso.

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Dove appare tale volontà di Cristo?

Nelle pagine del Vangelo e in parte degli Atti degli Apostoli sono presenti “numerosi indizi” che manifestano la volontà di Cristo di attribuire a Pietro uno speciale rilievo all’interno del Collegio degli Apostoli. Ad esempio: Egli è l’unico apostolo al quale Gesù assegna un nuovo nome, Cefa, che vuol dire “Pietra”.

Gesù non era solito cambiare il nome ai suoi discepoli. Se si eccettua l’appellativo di “figli del tuono”, rivolto in una precisa circostanza ai figli di Zebedeo (cfr. Mc 3,17) e non più usato in seguito, Egli non ha mai attribuito un nuovo nome ad un suo discepolo.

Lo ha fatto invece con Simone, chiamandolo Kefa, nome che fu poi tradotto in greco Petros, in latino Petrus. E fu tradotto proprio perché non era solo un nome; era un “mandato” che Petrus riceveva in quel modo dal Signore. Non bisogna dimenticare che nell’Antico Testamento, il cambiamento del nome preludeva in genere all’affidamento di una missione (cfr. Gn 17,5; 32,28 ss. ecc.). Il nuovo nome Petrus ritornerà più volte nei Vangeli e finirà per soppiantare il nome originario Simone.

Altri indizi sono: dopo Gesù, Pietro è il personaggio più noto e citato negli scritti neotestamentari: viene menzionato 154 volte con il soprannome di Pètros, “pietra”, “roccia”; i Vangeli ci informano che Pietro è tra i primi quattro discepoli del Nazareno (cfr. Lc 5, 1-11); a Cafarnao il Maestro va ad alloggiare nella casa di Pietro (cfr. Mc 1,29); quando la folla gli si accalca intorno sulla riva del lago di Genesaret, tra le due barche lì ormeggiate, Gesù sceglie quella di Simone (cfr. Lc 5,3), e così la barca di Pietro diventa la cattedra di Gesù; quando in circostanze particolari Gesù si fa accompagnare da tre discepoli soltanto, Pietro è sempre ricordato come primo del gruppo: così nella risurrezione della figlia di Giairo (cfr. Mc 5,37; Lc 8,51), nella Trasfigurazione (cfr. Mc 9,2; Mt 17,1; Lc 9,28), e infine durante l’agonia nell’Orto del Getsemani (cfr. Mc 14,33; Mt 16,37), a Pietro per primo Egli lava i piedi nell'ultima Cena (cfr. Gv. 13,6)

(Mons. Raffaello Martinelli)

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martedì 23 giugno 2009

36 - PRIMO VIAGGIO MISSIONARIO DI SAN PAOLO

Il primo viaggio missionario di San Paolo.
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Nel 43 d.C. Barnaba chiama Paolo per collaborare nell’opera di evangelizzazione di Antiochia di Siria, una delle città più importanti del Mediterraneo Orientale. Lì nasce presto una comunità vivace e numerosa, che diviene il punto di riferimento di Paolo.

Dopo un anno di permanenza ad Antiochia, Barnaba e Paolo partono per portare l’annuncio del Vangelo al di fuori della Palestina, chiamati dallo Spirito Santo per la missione di evangelizzazione (At 13,2).

Barnaba, Paolo e Giovanni Marco andarono a Seleucia e da qui in nave verso l'isola di Cipro, per dirigersi poi ad Antiochia di Pisidia, dove numerosi Ebrei e Gentili accolsero la parola di Dio e cedettero. Paolo e Barnaba annunziarono il vangelo nella sinagoga, ma i giudei furono pieni di gelosia e contraddicevano le affermazioni di Paolo, allora essi dichiararono con franchezza che si sarebbero rivolti ai pagani, dato che veniva respinta la parola di Dio annunziata. Giunti ad Iconio (Konya, nella Turchia centrale) entrarono nella sinagoga e vi parlarono in modo che un gran numero di Giudei e di Greci divennero credenti, ma anche lì trovano l'ostilità dei giudei che istigavano i pagani contro Paolo e Barnaba con il proposito di lapidarli.

Alcuni Giudei arrivarono da Antiochia e da Iconio per organizzare gli abitanti contro gli Apostoli. Presero Paolo a sassate e lo trascinarono fuori città credendolo morto. Paolo, sopravvissuto a questo attacco, partì il giorno dopo insieme a Barnaba alla volta di Derbe; da qui ritornarono di nuovo a Listra, Iconio, Antiochia e Perge per rinforzare i credenti ed organizzare le chiese. Da Attalia (Antalya sulla costa turca) ritornarono ad Antiochia, dove riunirono la comunità cristiana per raccontare le loro esperienze. Siamo nel 48 d.C.


Primo viaggio missionario di Paolo

Durante questo primo viaggio, realizzato in condizioni difficili, i due missionari ricevono accoglienze molto diverse, anche se, quasi ovunque, sono costretti alla fuga dalle folle istigate dai loro persecutori.

Il rifiuto dei giudei induce Paolo e Barnaba a cambiare la loro priorità: dai giudei si spostano ai pagani. Negli Atti degli Apostoli, Luca parla del motivo per il quale i giudei rifiutano di ascoltare Paolo: la gelosia. I giudei, che in un primo momento avevano accolto i due missionari con interesse nella sinagoga, si dimostrano poi “pieni di gelosia” perché gli apostoli non hanno riservato solo ai giudei il loro annuncio. Non possono accettare che tutta la città si riunisca intorno a Paolo e Barnaba, non possono sopportare l’allargamento di una prerogativa che essi considerano esclusiva a motivo dell’appartenenza al popolo di Israele, la Parola del vero Dio è solo per loro, è loro proprietà. La cosa che deve interrogare sempre, anche noi oggi, è se vogliamo essere generosi come gli apostoli oppure invidiosi come i giudei. Siamo disposti ad essere apostoli che regalano a tutti la Parola di Dio, magari al prezzo di scontentare i “nostri” per le attenzioni che rivolgiamo agli “altri”, oppure vogliamo tenere soltanto per noi quella Parola, perché la riteniamo di nostra proprietà?

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Spunti per la riflessione.

- Quali sono i rischi che oggi si corrono nell’annunciare con franchezza il Vangelo nei nostri abituali ambienti di vita?


- Ci preoccupiamo di sostenere il coraggio dei missionari che annunciano il Vangelo in situazioni pericolose?


- Quanto interesse suscita alla comunità cristiana a cui apparteniamo la coraggiosa testimonianza dei missionari?

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