La liturgia di questa seconda domenica dopo la Dedicazione rivela la dimensione universale della salvezza. L’immagine del banchetto per la festa di nozze, che ritorna nelle parole di Gesù, è annuncio del dono di grazia del Signore: tocca a ciascuno di noi accogliere e rispondere con impegno al suo invito, indossando – attraverso la coerenza delle opere e la fedeltà alla parola di Dio – l’”abito nuziale”. Ci sia di esempio, in questo cammino, la fede di Abramo, che di fronte alla promessa di Dio non esitò per incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento.
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Lettura: Isaia 25,6-10: Il Dio in cui abbiamo sperato rivela il suo volto come quello di un Dio che vuole la salvezza di tutti. L’attesa di essere salvati si dilata fino a sperare che presto tutti i popoli convergeranno verso il banchetto di gioia che Dio prepara per noi.
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Salmo 35: Quanto è prezioso il tuo amore o Dio!
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Epistola: Romani 4,18-25: Ogni scelta di Dio, anche quella di Abramo, è in vista di altri. Abramo desiderava avere un figlio e crede nella promessa di Dio. Credendo, però, scopre che la promessa è più grande della sua attesa: diventerà padre non di un figlio ma di molti popoli.
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Vangelo: Matteo 22,1-14: Il banchetto annunciato da Isaia si compie in Gesù, venuto a celebrare le nozze tra Dio e il suo popolo. Il dono è gratuito e tutti sono invitati alla festa: sta a noi accogliere l’invito e corrispondervi con la nostra condotta di vita (l’abito nuziale).